È visitabile fino al 31 luglio presso l’atrio del municipio di Bazzano la mostra dedicata a Giovanna Clò, eletta sindaco a Savigno nel 1951, poi di nuovo nel 1960 e nel 1965, prima donna in provincia di Bologna a conquistare questa carica. 
La mostra fa parte del progetto regionale “Madri della res publica”, che celebra il settantesimo anniversario del voto alle donne (ammesse per la prima volta a votare e ad essere elette appunto il 2 giugno 1946). 

Un pannello con il ritratto di Giovanna Clò, inoltre, è esposto sulla facciata del municipio, nell’ambito dell’iniziativa di land art che fa parte del progetto promosso dall’assessorato regionale alle Pari Opportunità: ritratti delle prime amministratrici campeggiano sugli edifici istituzionali degli enti coinvolti in “Madri della res publica“, unendo così idealmente le amministrazioni aderenti al progetto in tutta la regione.
Per saperne di più, è possibile visitare http://parita.regione.emilia-romagna.it/madri-della-res-publica

 

 

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Chi era Giovanna Clò

Giovanna Clò nasce a Ciano di Zocca (Mo) il 26 luglio 1906 e fin da giovane manifesta uno spiccato interesse per la politica, ispirandosi a forti valori cristiani. Si sposa nel 1926 con Domenico Maselli da cui ha tre figli: Ferruccio, Maria Teresa e Franca. All’età di trent’anni rimane vedova e va vivere a Savigno a casa dei suoceri. Diventa Presidente dell’Azione Cattolica savignese ed inizia a frequentare la locale sezione della Democrazia Cristiana.

Nel 1951 viene eletta sindaco: è la prima volta, nella provincia di Bologna, che una donna conquista questa carica. Sarà sindaco dal 1951 al 1956 e dal 1960 al 1970.

Sono gli anni della ricostruzione dalle macerie della guerra, l’impegno di Giovanna Clò è incentrato soprattutto nella realizzazione di importanti opere pubbliche tra cui l’acquedotto di Savigno e delle frazioni di San Prospero e Vedegheto, l’asfaltatura della strada principale del paese e delle principali strade di collegamento con le frazioni e con il comune di Marzabotto, il reperimento dei fondi necessari alla costruzione del nuovo ponte di Savigno.

Muore a Savigno il 10 marzo 1991.