ARGENTOMARE

“Così mi parve da luce rifratta”
Purgatorio, XV, 16-24
La ricerca artistica di LORO (Rossana Misuraca e Lorenzo Petrone) attraverso una pluralità di linguaggi è tesa a focalizzare, nel tempo presente, questioni relative al tema della visione, della comunicazione, e del ruolo dello spettatore. Alcuni temi che hanno attraversato la Storia dell’Arte, non solo quella moderna e contemporanea, ma che nel caso specifico si connotano come imprescindibili vista la prossimità con le grandi questioni che scuotono l’attualità del tempo presente, dal tema della salvaguardia ambientale, al ruolo dell’arte e della creatività nelle politiche sociali e nelle relazioni tra uomo e natura. Una produzione di opere che si avvale di medium differenti come
fotografia, video, ma anche ricerca poetica e letteraria: linguaggi. Un inedito impianto concettuale e operativo che divaga (anche nel senso del cammino e del movimento compiuto fisicamente da LORO) attorno alla parola riflessione. Quella quota di luce o calore che la scienza, in particolare la fisica, ci dice rinviata da una superficie colpita dallo stesso flusso di energia. Si tratta quindi di una parola, un’immagine e un pensiero, utile a guardare oltre le apparenze dei fatti e della visione, alla ricerca di un diverso senso comune. Un approccio non retorico e forse neppure romantico, piuttosto empatico.
Una sorta di com-passione rivelatrice dell’essenza delle cose, quel sottile legame che unisce e affratella la sostanza (sub-stanzia) del mondo.

Nel caso specifico di LORO, l’avvio del percorso artistico, fisico e mentale, operativo e concettuale, parte dalla selezione di elementi residuali visti non come piccole cose marginali, ma come frammenti di storie e accadimenti, realmente esistiti, vissuti.
Particelle di una realtà frantumata che non si arrende e non rinuncia alla propria identità (realtà) epifanica. Minuscoli dispositivi utili per riflettere sul senso del tempo e dello spazio, del prima e del dopo, del qui e ora, dell’immanente e dell’eterno. In tal senso, la riflessione appare fondamentale, sia quando si manifesta come elemento fisico, puro riverbero di luce, che nell’accezione metaforica, del fare luce. Attraverso le opere LORO ci spingono a riconsiderare la riflessione con grande attenzione; dal punto di vista percettivo-cognitivo ma anche filosofico e teorico.

Un operare aperto alla sperimentazione dei linguaggi artistici e alla speculazione intellettuale. Con la freschezza e la fragilità delle produzioni LORO sembrano affermare che, nell’attualità del tempo presente, la distinzione fra informazione e conoscenza è sempre più labile e poco considerata, pertanto che il loro situarsi sulla linea di confine tra esistenza e marginalità, tecnologia e poesia, sperimentazione e desiderio analitico/scientifico è l’unico cammino possibile. In altre parole che riflettere insieme sul destino del mondo e dell’umanità, oggi appare come l’unico concetto, non più rinviabile, come l’ attitudine alla
riflessione sia l’unica vera possibilità di discernimento fra ciò attraverso cui la nostra mente può passare senza soffermarsi, e ciò che invece è significativo, meritevole quindi di essere percepito, rivisto, forse contemplato.

Anna Pironti
Dipartimento Educazione Castello di Rivoli