Il libro

Siamo sicuri che resistere a una tentazione significhi essere fedeli? E se quella rinuncia rappresentasse il tradimento della nostra indole più profonda? La fedeltà è un’ àncora che ci permette di non essere travolti nella tempesta, ma è anche lo specchio in cui ci cerchiamo ogni giorno sperando di riconoscerci. Marco Missiroli lo racconta andando al cuore dei suoi personaggi: lui, lei, l’altra, e l’altro. Noi stessi. Preparatevi a leggere la vostra storia.

L’autore

Marco Missiroli è nato a Rimini e vive a Milano. Ha vinto il Premio Campiello Opera Prima con il suo romanzo d’esordio, Senza coda (Fanucci 2005; Feltrinelli 2016). Per Guanda ha pubblicato Il buio addosso (2007), Bianco (2009) e Il senso dell’elefante (2012; Premio Selezione Campiello). Ha pubblicato il bestseller Atti osceni in luogo privato (Feltrinelli 2015), con cui ha vinto il Premio Super Mondello. I suoi libri sono stati tradotti in numerosi Paesi. Collabora con il «Corriere della Sera».

Dichiarare resa alla comprensione o insistere a volersi riconoscere anche nel matrimonio, che è una faccenda tra i mille te e i mille sé di un altro?

 Va detto: il romanzo è uno di quelli che si prende la briga di rispondere. E seppure per parlare di fedeltà parla dell’apparente suo contrario (degli apparenti suoi contrari), il senso delle pagine si snoda lentamente e muta prospettive, così Missiroli non solo racconta gli uomini alle donne e le donne agli uomini, ma traccia l’elettrocardiogramma di un’epoca come questa, di incertezze a volte ridicole e a volte profonde, ma barcamenarsi tra ridicolo e profondità non è, forse, il cimento che ci tocca da sempre? Per questa ragione, nonostante “Fedeltà” non si possa definire romanzo corale in senso stretto, mentre lo si legge si avverte una molteplicità: quella delle voci interiori.
( Il Foglio, Marco Archetti)

 


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