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In occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne e in occasione dell’inaugurazione del nuovo Centro per la Legalità e l’Inclusione di Valsamoggia, giovedì 22 novembre, Morena Plazzi e Enza Rando presentano Liberi di scegliere il protocollo d’intesa siglato tra la presidenza del consiglio, Libera e altre istituzioni calabresi è sostenuto dalla Conferenza episcopale italiana per promuovere una rete di tutela e protezione dei minori e delle famiglie che desiderino affrancarsi dalla ‘ndrangheta.

Sempre più donne, soprattutto madri, chiedono una mano per fuggire dalle mafie con i loro figli.
Per la legge italiana non hanno diritto ad alcuna protezione, anche se hanno fatto la scelta più dirompente: ribellarsi e fuggire dalla ‘ndrangheta.

 

Ne parliamo con

Morena Plazzi
magistrato, procuratore aggiunto a Bologna

e con

Enza Rando
avvocato, vicepresidente di Libera

 

 

Le mafie hanno confiscato la vita di tante persone. Ma oggi cresce un fermento silenzioso da raccontare. Perché molte donne e madri non solo vogliono cambiare campo, ma ridare ossigeno alla loro voglia di libertà e di vita, alla loro voglia di dignità. Si ribellano all’obbedienza ai clan per amore dei propri figli, a cui vogliono garantire un futuro libero.

Sono sempre più le donne che si rifiutano di ritenere quella mafiosa l’unica organizzazione sociale possibile. Donne che hanno deciso di infrangere codici millenari fondati sulla violenza, sulla minaccia e il rispetto timoroso di un ruolo subordinato. Tentano di dare ai propri figli un futuro diverso. Con queste donne, con i loro bambini, con questi ragazzi, Libera lavora da tanto tempo. Abbiamo accompagnato a disegnare una nuova vita. Non sempre è stato facile. Non lo è ancora. Serve lavorare in modo riservato. Serve la collaborazione di tutti.

Ebbene da oggi le donne di ’ndrangheta o di mafia che vogliono lasciare il loro territorio troveranno una rete di magistrati, di psicologi, una rete di formatori che consentirà loro di essere accolte con amore, di essere accolte da persone che hanno la sensibilità necessaria per accompagnarli.

Si chiama “Liberi di scegliere”, è un protocollo di intesa tra Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, Tribunale per i Minorenni, Procura per i Minorenni e Procura Distrettuale di Reggio Calabria, Procura Nazionale Antimafia e Libera e si propone di aiutare e accogliere donne e minori che vogliono uscire dal circuito mafioso e creare una rete di sostegno per tutelare e assicurare una concreta alternativa di vita ai minori e alle loro madri, provenienti da famiglie mafiose. Donne che lasciano la famiglia nella quale sono trattate come schiave e dove i ragazzini sono destinati a essere uomini della ’ndrangheta oppure le ragazzine moglie di uomini di ‘ndrangheta, per entrare invece in un circuito totalmente diverso in cui saranno ospitate, in località lontane da quelle di provenienza.

Libera sta seguendo tante donne di famiglie mafiose, le sta accompagnando in questo faticoso cammino di rinascita. Le loro testimonianze sono un seme che germoglia, un seme ereditato da chi l’ha gettato nel passato come Rita Atria, Lea Garofalo, Piera Aiello, Felicia Impastato. Donne che appartenevano o hanno scoperto di appartenere a famiglie di mafia e che a un certo punto si sono ribellate a un destino di violenza con conseguenze difficili e a volte tragiche. Liberi di scegliere per aiutarle, come nel nostro piccolo stiamo cercando di fare, offrendo appigli alla loro vita braccata e clandestina. E non solo per dovere etico, per una questione di umana solidarietà, ma perché aiutarle significa ledere le basi stesse della mentalità mafiosa. E per tutelare la dignità e la libertà di queste persone, ma anche per costruire insieme una società più giusta e più libera dal potere mafioso e dai suoi complici.

Enza Rando su LaviaLiberaanno XI – N.1 – aprile 2018

 

 

INFO:

Quando: Giovedì 22 novembre – ore 20:30

Dove: Centro per la Legalità e l’Inclusione – Palazzo Garagnani, via Marconi 47 – Loc. Crespellano, Valsamoggia (BO)

ingresso gratuito