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Torna la rubrica cinematografica del blog delle Biblioteche di Valsamoggia: ogni mese sceglieremo una nuova uscita cinematografica, la recensiremo per voi e proveremo a consigliarvi qualche titolo presente nel nostro patrimonio

 

Il titolo di febbraio è

1917

Sam Mendes, 2020

In sala dal 23 gennaio

 

Candidato a 10 premi Oscar – tra cui miglior film, miglior regista e miglior sceneggiatura originale – la nuova opera di Sam Mendes prende le distanze, almeno per quanto riguarda le tematiche affrontate, dai suoi ultimi film. Il regista, che è anche produttore, ha infatti negli anni sperimentato diversi generi, dagli acclamati American Beauty e Revolutionary Road, fino ai più recenti episodi di 007: e infatti azione e spettacolarità permangono in questo nuovo film, senza però soffocarne il lato più profondo e introspettivo.

1917 si apre con una coppia di giovani soldati – e amici – britannici, Schofield e Blake, in una trincea sul Fronte Occidentale, che il 6 aprile dello stesso anno ricevono degli ordini da eseguire all’istante: un film storico, di guerra, sembrerebbe dunque. Ma subito capiamo che la storia, l’ambientazione, passa in secondo piano rispetto all’azione in sé, ai combattimenti, alla situazione di questi due ragazzi. Si tratta della Prima Guerra Mondiale, ma quello che succede, con poche variazioni, potrebbe accadere in qualsiasi altro conflitto del mondo moderno.

Partendo dalla missione affidata ai due soldati, terribilmente rischiosa ma non più o meno di tanti altri ordini impartiti dai capi militari, il regista ci trasporta in una vicenda che diventa poco a poco un pretesto per una riflessione generale e quanto mai attuale sull’inutilità e la crudeltà della guerra. Una guerra, in questo specifico caso, fatta di claustrofobiche trincee (caratteristiche della Grande Guerra) e di sperduti spazi aperti, di terra di nessuno che fa paura, di miniere pronte a crollare, di macerie, di rovine e di bombardamenti.

I due ragazzi accolgono la richiesta dei superiori (recapitare un messaggio di “Cessate il fuoco” a una vicina compagnia caduta in un tranello tedesco) con un misto di sentimenti contrastanti: il timore di non farcela, la volontà di salvare delle vite, la rassegnazione di non poter fare altrimenti. Indecisi se questo sia un onore o una condanna a morte, i due si lanciano in questa missione con paura e coraggio, e il dramma e il senso di responsabilità diventano ancora più pressanti poiché tra i compagni d’armi in pericolo c’è anche il tenente Blake, fratello maggiore del soldato più giovane.

Inizia così il viaggio dei due soldati, e la cinepresa li segue passo passo in un pianosequenza che ci riporta l’azione secondo per secondo, attraverso tutto il film, con solo un paio di ellissi temporali che corrispondono ai momenti di buio o incoscienza del protagonista, Schofield, sempre presente in scena. Suo è, in effetti, il punto di vista che Mendes vuole restituire al pubblico, suoi i sospiri e i lamenti, le grida di dolore e il pianto, ma anche la determinazione e l’impegno. Per questo il regista sceglie di raccontarci la vicenda usando questa tecnica, già conosciuta nel cinema internazionale, come nel recente e celebre Birdman di Inarritu; ma se in questo caso il pianosequenza forzato è un – certamente mirabile – esercizio di stile, in 1917 non si tratta di un abuso ma di una necessità. Lo spettatore deve restare insieme a Schofield, vedere quello che vede lui, sentire quello che sente, provare le sue stesse emozioni.

 

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Guerra di trincea, guerra allo stesso tempo immobile e fulminea: una guerra in cui si lotta al riparo delle fortificazioni, stretti come sardine, o lanciati nel vuoto del campo di combattimento; in questo contesto recapitare un messaggio a un battaglione distante ti porta a farti largo sgomitando in spazi angusti, a strisciare sotto il fuoco nemico, a correre nella campagna solitaria.

Come a ribadire il suo messaggio principale, il film pone l’accento su quegli elementi sgradevoli ma “abitudinari” per i soldati: la continua fame, le condizioni igieniche precarie, stare costantemente nell’acqua e nel fango, convivere con i ratti e con i cadaveri di animali e compagni, mentre le azioni più barbare vengono filtrate, con avvenimenti fuori campo, poco illuminati o fulminei. Per farci capire che, nella quotidianità ostile della guerra, gli uomini continuano ad essere tali e non sono ancora assuefatti a uccisioni e violenze.

Grande importanza quindi viene data all’umanità di questi ragazzi, alla loro capacità di non lasciarsi sopraffare dalla crudeltà: Schofield e Blake obbediscono all’ordine non per cieca dedizione militare, ma per spirito di squadra, per compassione verso chi è in pericolo, per senso di vicinanza. Mendes non ci dipinge soldati alienati, ma vividi e consapevoli della sofferenza propria e degli altri, che si lasciano andare – seppur per un breve momento – alla compassione, al pianto, al ricordo dei cari che aspettano a casa, ma con la dura certezza che la guerra sarà vinta da “the last man standing”, l’ultimo a rimanere in piedi.

 

 

Se vi abbiamo fatto nascere la curiosità, correte al cinema…

E se volete approfondire l’argomento, ecco alcuni consigli dalle Biblioteche

 

Film sulla Prima Guerra Mondiale:

 

All’ovest niente di nuovo

1930, L. Milestone, guerra – Mediateca di Bazzano

 

Addio alle armi

1932, F. Borzage, guerra – Mediateca di Bazzano

 

La grande illusione

1937, J. Renoir, guerra – Mediateca di Bazzano, Biblioteca di Crespellano

 

Orizzonti di gloria

1957, S. Kubrick, guerra – Mediateca di Bazzano, Biblioteca di Crespellano

 

La grande guerra

1959, M. Monicelli, guerra – Mediateca di Bazzano, Biblioteca di Crespellano

 

Lawrence d’Arabia

1962, D. Lean, guerra – Mediateca di Bazzano, Biblioteca di Crespellano

 

Uomini contro

1971, F. Rosi, guerra – Mediateca di Bazzano

 

Niente di nuovo sul fronte occidentale

1979, D. Mann, guerra – Mediateca di Bazzano

 

Gli anni spezzati

1981, P. Weir, guerra – Mediateca di Bazzano, Biblioteca di Crespellano

 

Joyeux Noël

2005, C. Carion, guerra – Mediateca di Bazzano,Biblioteca di Crespellano

 

Giovani Aquile

2006, T. Bill, guerra – Mediateca di Bazzano

 

War Horse

2011, S. Spielberg, guerra – Mediateca di Bazzano, Biblioteca di Crespellano

 

Torneranno i prati

2014, E. Olmi, guerra – Mediateca di Bazzano, Biblioteca di Crespellano

 

 

Dello stesso regista:

 

American Beauty

1999, drammatico – Mediateca di Bazzano

 

Era mio padre

2002, drammatico – Mediateca di Bazzano, Biblioteca di Crespellano

 

Revolutionary Road

2008, drammatico – Mediateca di Bazzano, Biblioteca di Crespellano

 

Skyfall

2012, spionaggio – Mediateca di Bazzano, Biblioteca di Crespellano

 

Spectre

2015, spionaggio – Mediateca di Bazzano, Biblioteca di Crespellano