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La sezione di storia locale: spesso ignorata, riservata a pochi studiosi, in realtà ricca di notizie importantissime per la storia della nostra comunità e di spunti per le attività didattiche

La sezione di storia locale è a volte percepita come un corpo a sé stante rispetto al resto del patrimonio librario conservato in una biblioteca e sembra attirare esclusivamente l’interesse di appassionati e studiosi intenti a ricerche specifiche, di nicchia.

Quest’impressione non è del tutto erronea: se scorriamo i suoi titoli troviamo opere che vanno dalla sociologia all’arte, alla religione, alla storia e alla geografia. In pratica, vediamo riprodotta in un’unica sezione l’intera organizzazione della biblioteca.
Ciò ha a che fare con la peculiarità dello studio della storia locale, che richiama l’impostazione storiografica della Scuola delle “Annales”, nata in Francia con Marc Bloch e Lucien Febvre: questa teorizza la storia come scienza sociale che deve relazionarsi strettamente con le altre discipline, occupandosi quindi anche di economia, società, religione, studio della mentalità. Da qui appunto l’esigenza di raccogliere studi che rimandano ad una molteplicità di argomenti legati alla vita materiale senza limitarsi all’indagine dei meri eventi storici.
Allo stesso modo, anche le finalità di questo tipo di collezione sono molteplici.
Infatti, oltre a costituire una base di partenza per lo studio e la comprensione delle relazioni tra situazioni locali e storia generale, i documenti conservati nella sezione di storia locale delle nostre biblioteche contribuiscono alla formazione della memoria storica (e quindi dell’identità) della nostra comunità, al pari del patrimonio degli archivi storici.

E’ presso queste sezioni che possiamo trovare pubblicazioni, a volte fuori commercio e di difficile reperibilità, che trattano in dettaglio del nostro territorio, coprendo un arco di tempo che a volte abbraccia la preistoria, l’antichità, il medioevo, fino ad arrivare all’epoca contemporanea.
Un’altra valenza estremamente importante degli studi di storia locale è quella legata alla loro funzione didattica. Essi infatti possono costituire lo spunto per attività educative e di laboratorio in grado di accendere negli studenti l’interesse per la storia e l’approfondimento della conoscenza del loro territorio. Si tratta di un approccio più coinvolgente per i giovani, che così possono entrare in contatto con una grande varietà di materiali storici che sentono vicini a loro perché riguardano il luogo dove vivono.
A tale proposito, le attività didattiche organizzate dallo staff dei Musei di Valsamoggia, tra cui le “Domeniche al Castello” che si stanno tenendo proprio in questi giorni alla Rocca di Bazzano e al Borgo Medievale di Castello di Serravalle, rappresentano la realizzazione di una bella sinergia tra istituti culturali e museali della Valsamoggia per valorizzare e divulgare la conoscenza del nostro patrimonio storico-culturale.

 

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