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Questa settimana i nostri bibliotecari sono stati al Bologna Children’s Book Fair, l’annuale fiera del libro per ragazzi: ci hanno raccontato come è andata la loro visita e da cosa sono rimasti colpiti

 

La Fiera del Libro per Ragazzi (o come è conosciuta internazionalmente, Bologna Children’s Book Fair) è uno degli appuntamenti annuali più rinomati della città di Bologna, e con il Salone internazionale del libro di Torino, Più libri più liberi di Roma, il Pisa Book Festival e Tempo di Libri di Milano, costituisce una delle maggiori fiere italiane del settore.

La sua esistenza si deve certamente alla particolare attenzione prestata all’infanzia da parte del mondo della cultura cittadina già all’inizio degli anni cinquanta. Lo scopo era quello di diffondere il valore del libro nell’educazione e di stimolare il confronto tra esperienze editoriali di vari paesi. Perciò l’iniziativa doveva non solo favorire la partecipazione e l’incontro tra gli addetti ai lavori (artisti, scrittori, illustratori ed editori), ma anche tra gli operatori culturali coinvolti in questo campo (insegnanti ed educatori, bibliotecari).
La prima edizione si tenne nel 1964, con la presenza di soli 44 espositori: quest’anno, 55° edizione, ha visto 1300 espositori provenienti da tutto il mondo, 250 incontri dedicati al tema della lettura e scrittura per ragazzi, oltre 20.000 visitatori e un sito web che conta 1 milione di contatti.

Workshop e seminari hanno rappresentato come sempre rilevanti momenti di approfondimento, specialmente i cosiddetti Café di Bologna Children’s Book Fair che per il 2018 sono stati divisi nelle seguenti categorie: Digital Café, Authors Café, Illustrators Café, Translators Café; inoltre durante la manifestazione vengono conferiti importanti premi letterari come il BRAW – BolognaRagazzi Award, il BolognaRagazzi Digital Award, il Premio Strega Ragazze e Ragazzi, che quest’anno ha incoronato Hachiko. Il cane che aspettava di Lluis Pratz Martinez, tradotto da Alberto Cristofori (Ed. Albe) per la categoria +6 e L’ultimo faro di Paola Zannoner (Ed. DeA) per la categoria +11.

Va ricordato comunque che non tutte le iniziative sono relegate ai soli locali della Fiera. La rassegna che ha preso il nome di BOOM! Crescere nei libri, è stata infatti una vera “esplosione” di mostre, installazioni, incontri con autori, laboratori, letture, spettacoli e proiezioni di film che si sono tenuti nel centro città, in luoghi importanti come la Biblioteca di Sala Borsa e Palazzo d’Accursio.
Tra di essi meritano una menzione particolare quelli legati alla cultura cinese, quali ad esempio Chinese Ancient Illustration Art Exhibition, una mostra di 150 antiche illustrazioni originali cinesi (26-30 marzo Palazzo D’Accursio, Sala Ercole). La Cina infatti è la nazione ospite d’onore di quest’anno, ed è stata presente con numerosi eventi e un grande ed elegante spazio espositivo.

Ma ora passiamo alle impressioni dei nostri bibliotecari:

 

ANDREA

Era passato del tempo dall’ultima volta che mi ero recato alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna. Avevo perciò una certa aspettativa in merito a questa visita e devo dire di essere stato molto impressionato dalla mole delle proposte offerte. La Fiera è un crocevia di esperienze: è mercato, mostra d’arte, luogo di conferenze e di semplici incontri. E pur essendo una manifestazione di indubbio interesse per chiunque abbia a cuore la cultura per l’infanzia, credo che significhi molto di più per chi svolge il mestiere di operatore culturale, a qualunque livello, perché è un’occasione in cui si può valutare l’ampiezza e l’importanza di questo settore (a volte poco considerato) su larga scala.
Sono molto grato di aver condiviso la giornata con i miei colleghi, più esperti di me in questo ramo editoriale, e dai quali ho tratto preziosi spunti e indicazioni.
L’unico rimpianto è di non aver avuto abbastanza tempo per vedere con calma tutti gli stands, specialmente gli stranieri (quello di Taiwan era spettacolare!). Ma abbiamo fatto incetta di cataloghi e potremo proporre presto dei bei titoli per le nostre Biblioteche.

Tra le tante novità, quella che ho scelto e consiglio e’ una bellissima edizione del Piccolo Principe di de Saint-Exupéry, raccontato da Agnès de Lestrade e illustrato da Valeria Docampo (Ed. Terre di Mezzo, 2018).”

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MADDALENA

Sono ormai parecchi anni che frequento la Fiera del Libro per Ragazzi, ma non ne esco mai delusa. Ed ogni anno che passa, pur avanzando la mia età anagrafica, quando varco la soglia dei tornelli mi sembra di ringiovanire sempre di più. Il mondo nel quale si entra non sembra nemmeno reale, pieno com’è di sorrisi, di abbracci, di colori, di idee, di educazione e di espressione artistica ad un livello altissimo.
Il poco tempo a disposizione rende la visita abbastanza frenetica, un “vado subito allo stand di..” per poi cambiare idea perché quello a fianco ti ha stregato e quindi rimani lì, incantato a sfogliare uno, due, tre, quattro ed anche più libri ed i tuoi buoni propositi (cioè di visitare gli stand di almeno tutti gli editori italiani) svaniscono insieme al tempo che e’ volato.

Fra le tante meravigliose opere esposte una mi ha particolarmente colpita, ve la consiglio e sicuramente la troverete a breve nella collezione della Biblioteca di Monteveglio. Si tratta di Dritto al cuore di Chen Shige, albo illustrato da Pia Valentinis e Mario Onnis (Edizioni Fatatrac, 2018): un racconto sull’amore. Una ragazza dice “TI AMO” a colui che ama, ma le parole si perdono nell’aria portate via dal vento, faticano a giungere a destinazione, il percorso e’ pieno di ostacoli e tante altre persone usufruiscono del calore di queste due piccole ma intense parole. La ragazza però non si da’ per vinta ed alla fine, dopo tanto peregrinare riesce a far sì che giungano alle orecchie (e al cuore) del suo amato. Poesia.
Una canzone che abbinerei? Amore che vieni amore che vai di Fabrizio De Andre’.
Buona lettura e buon ascolto!

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CRISTINA

«Una tavoletta di Cioccocremolato Delizia Wonka al Triplosupergusto, prego» disse, ricordando quanto gli era piaciuta quella che aveva ricevuto per il suo compleanno. L’uomo si girò, allungò la mano per prendere la tavoletta, poi si voltò di nuovo e la porse a Charlie. Il ragazzo l’afferrò, la scartò rapidamente e si riempì la bocca con un enorme morso. […] Charlie continuò a divorare il cioccolato. Non riusciva a fermarsi. In neanche mezzo minuto, l’intera tavoletta era scomparsa giù per la gola. Era rimasto quasi senza fiato, ma si sentiva benissimo, straordinariamente felice.                                      Avere tra le mani un biglietto per la Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna è stato come vincere l’ultimo Biglietto d’oro per visitare la Fabbrica di Cioccolato di Willy Wonka. Erano anni che sognavo di andarci e quest’anno finalmente ho avuto l’occasione di perdermi tra i numerosi stand di libri per bambini, fare incetta di cataloghi (tanti da richiedere una nuova borsina) e meravigliarmi davanti alle tavole di illustratori provenienti da tutto il mondo. Proprio come Charlie con la sua barretta al cacao, è difficile fermarsi un attimo in un tale luogo di perdizione, in cui la passione per la letteratura avvicina a nuove lingue e culture; non si vorrebbe mai andar via e si spera sempre di poterci tornare. Magari l’anno prossimo, con più tempo a disposizione e un altro golden ticket tra le mani.

Tra i tanti libri che mi hanno colpita, vi consiglio La mela di Magritte di Klaas Verplancke. Tratta del dramma della tela bianca che colpisce un pittore di nome René – Magritte appunto – che non sa cosa dipingere, finché non comincia a rappresentare la realtà contorta dei suoi sogni, fatta di mele, pipe e bombette, con pennelli e colori.

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FILIPPO

Questa è stata la terza esperienza alla Fiera del Libro per Ragazzi e l’effetto sorpresa è stato il medesimo dei due anni precedenti. Ogni volta mi sento come un bambino dentro ad un negozio di giocattoli, mi fermerei ad ogni stand e sfoglierei uno per uno tutti i libri. Questo, purtroppo, non è possibile per ragioni di tempo quindi cerco di fare una rapida selezione per cercare di vedere quelli che più mi incuriosiscono.
Un aspetto che mi colpisce ogni volta mentre passo da un albo all’altro è notare intorno a me la presenza eterogenea di visitatori tutti però accomunati dalla stessa curiosità e interesse.

Tra i tanti libri bellissimi, quello che in me ha fatto breccia è stato: Di che colore è un bacio? di Rocio Bonilla (Valentina Edizioni, 2017).
Minimoni ama colorare! Dipinge coccinelle rosse, cieli blu e banane gialle… Ma non ha mai dipinto un bacio! Di che colore è un bacio? Rosso come gli spaghetti al pomodoro, verde come i coccodrilli, giallo come i girasoli, bianco come la neve? Com’è difficile dare a un sentimento un solo colore… forse perché ce ne vogliono tanti!
Attualmente, il libro è già presente nella biblioteca di Savigno.

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CARLOTTA

Se sono all’estero, una delle cose che amo fare è sicuramente entrare in una libreria per vedere cosa si legge al di fuori dell’Italia. Nel corso degli anni, è anche capitato di ritrovare poi proposti sul mercato editoriale italiano titoli già visti in originale, come, ad esempio, La cattedrale del mare di Ildefonso Falcones. Un affabile libraio spagnolo mi indicò quale bestseller questo ponderoso romanzo ben prima che si confermasse tale anche in Italia. La Bologna Children’s Bookfair, quindi, è stata l’occasione perfetta per appagare questa mia curiosità, offrendomi in città una molteplicità di librerie da tutto il mondo, Italia inclusa, ovviamente.
Non è facile decidere di cosa scrivere, quando si viene letteralmente trascinati in una galleria di titoli e immagini fino quasi a perdersi. Tuttavia, dovendo scegliere, vorrei condividere la scoperta di un paio di titoli che ci portano prima in Irlanda, poi in Francia e da qui di nuovo in Italia.

Socks for Mr. Wolf/Calzini per il Sig. Lupo (candidato a miglior libro irlandese per ragazzi 2017 e spero presto tradotto anche in italiano) è un delizioso albo illustrato edito dalla casa editrice O’Brien, che combina in maniera originale personaggi classici delle fiabe, lupo e pecora, giocando con un elemento distintivo dell’Irlanda nel panorama internazionale, la tradizionale lavorazione della lana (basti pensare ai famosi maglioni delle isole Aran). Il protagonista della storia, Mr. Wolf/Il Signor Lupo, adora i suoi meravigliosi calzini di lana, che lo fanno sentire perfetto nelle occasioni più disparate, ma un giorno, ahi lui, deve fare i conti con un buco gigante che rischia di lasciarlo a zampe scoperte. Deciso a rammendarlo, finirà per scoprire di avere un vero e proprio talento per il lavoro a maglia! E la pecora, in tutto questo? Una volta tanto, appagherà il lupo senza esserne lo spuntino, bensì dandogli la lana per le sue indispensabili calze. È davvero una “woolly adventure”, come recita il sottotitolo.

Ritornando sul continente europeo, troviamo l’incantevole albo cartonato C’est pour qui? della formidabile coppia Michael Escoffier, autore, e Matthieu Maudet, illustratore, una garanzia al pari della casa editrice, la parigina L’école des loisirs. Anche in questo caso, personaggi tradizionali come il lupo e l’orco vengono rivisitati in modo ironico e sorprendente. Stavolta, però, grazie a una delle case editrici italiane più attente nel panorama della letteratura per bambini, la milanese Babalibri, non bisognerà attendere per leggere la versione italiana di questo piccolo gioiello, disponibile dal mese di aprile in edizione Babalibri, appunto, col titolo A taaavola!. Un bambino che non vuole mangiare la minestra, ecco il nocciolo della storia, di per sé nulla di originale, anzi, alquanto banale, ma la mamma ha una ricetta tutta sua per convincerlo e qui si vede il talento degli autori, la loro capacità di creare una svolta sempre inaspettata. Non anticipo altro, perché sarebbe un vero peccato, ma invito a non lasciarselo scappare, prossimamente disponibile in biblioteca a Crespellano.

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