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Tra marzo e aprile le biblioteche di Valsamoggia ospiteranno Caccia alla storia, corsi di fumetto per conoscere meglio le biblioteche e scoprire le storie che si celano tra gli scaffali.

I corsi sono gratuiti e rivolti a ragazzi dagli 11 ai 15 anni.

Il calendario di Caccia alla storia

 

A guidare i ragazzi tra i disegni e le nuvolette ci sarà un vecchio amico, Mattia Moro, fumettista e illustratore, che sta già lavorando con noi: segue infatti i laboratori di fumetto per le classi quarte delle primarie di Valsamoggia.

Gli abbiamo fatto qualche domanda per conoscere meglio lui e il suo lavoro.

 

Come ti sei avvicinato al mondo dell’illustrazione e del fumetto?

Credo sia stata sempre una mia vocazione. Provengo da una famiglia in cui i libri, i fumetti, l’illustrazione e l’arte sono sempre stati accanto a me, quindi credo sia stato naturale avvicinarmi a quel mondo. Da piccolo disegnavo già molto, ma è durante gli anni del liceo che ho iniziato a vederla anche come una missione di vita, e una professione futura.

Qual è la tua formazione accademica?

Dopo il liceo scientifico mi sono iscritto al corso di fumetto e illustrazione dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, unico corso pubblico in Italia, dove mi sono trovato benissimo. Ho fatto l’Erasmus alla Saint-Luc di Bruxelles, ma ho comunque concluso il mio percorso accademico in Italia, diplomandomi alla triennale e alla specialistica a Bologna.

Come nasce l’idea di lavorare con i ragazzi? Hai seguito molti corsi di fumetto?

Nasce quasi per caso. Durante il mio servizio civile alla Biblioteca comunale di Zola Predosa, tra il 2015 e il 2016, il direttore mi propose di provare a fare dei laboratori di fumetto con le elementari e le medie della città. Quelle classi sono state un po’ il mio laboratorio, il mio esperimento. Ho costruito con loro il canovaccio di un laboratorio che poi ho riproposto diverse volte, affinandolo continuamente. Lavorare con i ragazzi è stata un po’ una scommessa, non ero assolutamente sicuro di essere la persona giusta. Invece ho scoperto con piacere che l’insegnamento laboratoriale mi stimolava molto, e quindi ho continuato il processo. In questi anni ormai di laboratori ne abbiamo realizzati molti, sulla trentina, ma ognuno è diverso dall’altro e potrei giurare di ricordarmi quasi ogni tavola di quelle che sono state realizzate sotto la mia guida (e ne sono centinaia!).

Come sta andando l’esperienza con le scuole primarie del territorio di Valsamoggia?

Molto bene, ho trovato classi molto volenterose. Fare un laboratorio in cui i ragazzi inventano una storia dal loro bagaglio culturale e di vita è molto terapeutico. In qualche modo è come andare dallo psicoanalista, i ragazzi hanno molti meno filtri degli adulti nel raccontare il mondo attorno a loro, quindi tirano fuori dal loro inconscio i soggetti più impensabili. In più anche per loro è un’esperienza lavorativa, in cui arrivano a fine laboratorio con delle pagine complete da realizzare, e per molti di loro si tratta di una vera e propria “consegna” con dei tempi precisi, e una “professionalità” da seguire.

Quali progetti hai in corso? Hai pubblicato libri?

In corso ho la realizzazione di un paio di libri, però è presto per poterne parlare. Ho pubblicato fino ad ora due libri.

Il primo, stampato nel settembre 2016, si chiama Gli scogli di Taranto, ed è un reportage giornalistico a fumetti sulla rigenerazione urbana di Taranto Vecchia. È edito da Graphic News, un portale di giornalismo a fumetti online (dove la storia è apparsa in prima battuta), con cui collaboro da anni.

Il secondo libro invece è edito dalla Hazard Edizioni, in collaborazione con la Gazzetta del Mezzogiorno. Si chiama La terra chiama e fa parte di una collana – MIDI Fumetti per il Sud – di 12 libri distribuiti in edicola durante tutto il 2017, in cui vi sono storie di finzione ambientate in posti reali, in particolare nelle regioni di Puglia e Basilicata.

 

Potete trovare Gli scogli di Taranto presso la Mediateca di Bazzano