Ci eravamo lasciati su questa domanda: sapete a quando risalgono le prime tracce archeologiche di vite domestica e dove sono state trovate?

Le prime tracce archeologiche  della coltivazione e della domesticazione della vite sono datate tra VII e VI millennio a.C. tra il Mar Nero e l’Iran. Da qui le forme di vite coltivata si sarebbero diffuse nel Vicino e Medio Oriente e in Europa, accanto a processi di domesticazione secondaria in altre zone con presenza di forme selvatiche locali.

A questa, e a tante altre domande sulla storia della vite e dell’uva, abbiamo risposto durante il mese di gennaio, durante la prima tappa del progetto Viti-Cultura: le vie dell’uva a Valsamoggia tra arte, storia ed economia.

Quali e quante sono le classi coinvolte?  14 classi dei tre Istituti Comprensivi del Comune

1E – 1F – 2D – 2E di Monteveglio; 1A-1B-1C di Crespellano; 1A-1B-2A-2B di Castello di Serravalle ; 1 – 2- 3 di Savigno;

Il primo incontro, tenuto da Lara Sabbionesi, archeologa e operatrice del Museo Archeologico A. Crespellani, ha fornito una panoramica sulla storia e preistoria della vite, con un excursus dai vinaccioli selvatici fossili risalenti al Paleolitico sino alla figura del brentatore bolognese (e su chi è il brentatore torneremo anche più avanti), passando attraverso la coltivazione della vite e l’uso dell’uva in Mesopotamia, Egitto, Fenicia, in Italia durante l’età del Bronzo, tra Greci, Etruschi e Romani e durante il Medioevo.

E’ impressionante quanti siano gli approfondimenti possibili su questo argomento principale e quante discipline siano collegate tra loro: abbiamo parlato di Archeobotanica, di tecniche di coltivazione antica, dei primi strumenti agricoli, del processo di vinificazione, dei diversi contenitori per il trasporto e il consumo del vino, del significato dell’uva e del vino nell’iconografia classica e cristiana, del mondo rurale dell’Alto Medioevo, delle osterie e degli osti, delle unità di misura, dei prodotti secondari dell’uva (vino, mosto, saba,  aceto…) e di tante altre cose ancora.

Con questa lezione abbiamo posto le fondamenta per la costruzione del progetto: da qui le classi si divideranno, le prime seguiranno un percorso che le porterà all’Ecomuseo della Collina e del vino di Castello di Serravalle (prossimo articolo) e  in un’azienda agricola moderna che si occupa di vinificazione; le seconde approfondiranno il tema viticoltura all’interno dell’Archivio Storico dei Vicariati e si recheranno in un’azienda moderna che ha scelto di recuperare l’antico vitigno Chasselàs (Saslà). L’ultimo incontro vedrà invece nuovamente tutte le classi alle prese con il rapporto tra arte e natura, nello specifico uva e natura, presso l’Officina Pellegrini.

Ma vi racconteremo tutto nel dettaglio nelle prossime settimane…

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