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Una mattina che anticipa l’arrivo della primavera, col sole che splende e una brezza ancora fresca, è il momento migliore per iniziare un racconto. Ma quale racconto? Un  racconto di una parte del territorio di Valsamoggia, un racconto un po’ strano, forse anche un po’ complicato, ma che, pezzo per pezzo, vi porterà, insieme a molti ragazzi delle nostre scuole, alla scoperta di luoghi, esperienze e storie che forse non conoscete ancora, o in cui forse vi siete imbattuti per caso. Spesso si tende a guardare con meraviglia verso l’esterno dando magari per scontato una storia millenaria che abbiamo sotto gli occhi e sotto i piedi quotidianamente, dimenticando i lunghi processi che ci rendono quello che siamo, quello che facciamo, quello di cui ci circondiamo.

Quindi, pronti, partenza, via! Torniamo indietro alla primavera del 2016, per la precisione a maggio. L’Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali dell’Emilia Romagna pubblica sul sito il bando “Io Amo i Beni Culturali”, il concorso di idee per la valorizzazione dei beni culturali rivolto alle Scuole Secondarie di 1° e 2° grado e ai Musei, Archivi e Biblioteche dell’Emilia-Romagna, con scadenza il 14 luglio 2016.

http://ibc.regione.emilia-romagna.it/appuntamenti/2016/al-via-la-6-edizione-del-concorso-io-amo-i-beni-culturali

Noi conoscevamo già questo bando perché avevamo partecipato all’edizione 2013-2014 col progetto sul Museo Archeologico A. Crespellani  “In museo dall’oggetto al con-testo”

http://ibc.regione.emilia-romagna.it/istituto/progetti/progetti-1/concorso-di-idee-io-amo-i-beni-culturali/progetti-selezionati-terza-edizione-2013-2014/in-museo-dall2019oggetto-al-con-testo

questa volta invece abbiamo colto la palla al balzo per presentare un progetto legato all’Ecomuseo della Collina e del vino di Castello di Serravalle ma proiettato su tutto il territorio di Valsamoggia e che avesse come minimo comune denominatore “l’uva”.

L’uva non è solo vino. La vite e l’uva potevano, secondo la nostra opinione, raccontare un pezzo della storia del nostro territorio … in che modo? Innanzitutto perché le vigne erano, e sono, parte integrante del paesaggio, dell’economia e del suo cambiamento, dei prodotti tipici della nostra zona ed entrano a far parte di una serie di “storie” che piano piano vi racconteremo. Storie di uomini, passati e presenti, e di luoghi.

Così è nato il progetto “Viti-Cultura: le vie dell’uva a Valsamoggia tra arte, storia ed economia” che sta coinvolgendo 14 classi delle scuole secondarie di primo grado degli Istituti Comprensivi di Crespellano, Bazzano – Monteveglio e Castello -Savigno, in un percorso di quattro incontri per ogni classe, attraverso archeologia, archivi, storia del territorio

Tra qualche giorno vi racconteremo qualcosa di più. Intanto vi lasciamo con una domanda: sapete a quando risalgono le prime tracce archeologiche di vite domestica e dove sono state trovate?

Risponderemo nel prossimo capitolo di questo racconto…